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Quarta Parte

Tute Spaziali > Perchè usare una Tuta Spaziale

Protezione dalle Radiazioni

La tuta spaziale offre solo una limitata protezione dalle radiazioni. Un certo livello di protezione viene assicurata dai rivestimenti in Mylar degli strati di cui è costituita la tuta la quale, però, non offre molta protezione al vento solare. Generalmente quindi le attività extraveicolari vengono programmate in occasione di periodi in cui l’attività solare è meno dannosa.

Buona Visuale

La tuta spaziale è provvista di un casco costruito in plastica o in policarbonato ad alta resistenza. I caschi sono dotati di rivestimenti speciali per riflettere i raggi solari e con visori colorati per ridurre il bagliore, similmente a quanto accade con i comuni occhiali da sole. Normalmente, prima di eseguire attività extraveicolari, la parte interna del visore viene cosparsa con un prodotto anti appannamento impiegando una bomboletta spray. Recentemente, i caschi sono provvisti di strutture su cui sono montate delle micro lampade che abilitano la visione anche in zone d’ombra.


Comunicazioni

Le tute spaziali sono equipaggiate con radio ricetrasmittenti in modo che l’astronauta, durante l’ EVA, possa discutere con i controllori di terra e/o gli altri componenti dell’equipaggio. L’astronauta indossa un casco in tessuto con cuffie e microfono. La ricetrasmittente è posizionata nello zaino in cui alloggia anche il dispositivo primario di sopravvivenza.

Mobilità

In completa assenza di peso, risulta molto difficile muoversi. Se si cerca di spingere qualcosa, si viene sospinti dalla parte opposta per via della Terza Legge del Moto di Newton. Durante le missioni Gemini, gli astronauti che effettuarono le escursioni extraveicolari, riportarono di avere avuto grossi problemi nel mantenere posizioni fisse, quando cercavano di ruotare una chiave, essi venivano sospinti dalla parte opposta. E’ per questo motivo che le navette spaziali sono equipaggiate con particolari appigli e maniglie, in modo tale da rendere meno difficoltoso il lavoro degli astronauti in microgravità. La NASA ha anche sviluppato dispositivi di manovra a razzo azionati da getti di gas per permettere agli astronauti di muoversi liberamente nello spazio senza essere vincolati alla navetta con cordoni ombelicali. Questi dispositivi, chiamati Manned Maneuvering Unit o MMU, sono sostanzialmente dei dispositivi con propulsione a gas, in cui l’astronauta sedendovi all’interno, può governare tramite un joistick. Un altro apparato sviluppato sempre dalla NASA consta di una unita spinta da getti d’azoto che viene assemblata allo zaino contenete il dispositivo primario di sopravvivenza. Questo dispositivo è chiamato SAFER – Simplified Aid for Extravehicular Activity Rescue permette ad un’astronauta il ritorno verso lo Shuttle o la ISS nel caso che, durante le normali operazioni EVA, si allontani troppo dalla navetta o dalla ISS stessa. Il SAFER dispone di 1,4 Kg di azoto come propellente e può trasportare un’astronauta alla velocità di 3 metri/sec.


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