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La scuola Romana

Astronautica

L'ASTRONAUTICA ITALIANA - I PRIMI ESPERIMENTI

Ma era nel 1926 che iniziava in Italia una sistematica ricerca che portava alla pubblicazione dei primi articoli firmati dall'ingegner Pegna, dal professor Gaetano Arturo Crocco e dal generale Di Stefano. E l'anno successivo l'Istituto sperimentale aeronautico, dove Crocco lavorava, otteneva il primo finanziamento di duecentomila lire da parte dello Stato maggiore delle tre forze armate per avviare degli studi sui razzi a polvere pirica le cui prove venivano condotte nel campo sperimentale della bpd a Segni, presso Roma.
Dopo una serie di lanci Crocco estendeva l'attività alla propulsione con propellenti liquidi disegnando la prima camera di combustione che verrà col­laudata, con la collaborazione del figlio Luigi, verso la fine del 1930.
Intanto si facevano strada esperienze più spettacolari, anche se meno utili per il futuro della nuova scienza. Dietro la popolarità ottenuta in Germania dalle automobili a razzo di von Opel, dalle slitte a razzo di Max Valier e dagli alianti a razzo di Lippish, anche in Italia Ettore Cattaneo tentava a Milano sul campo di Taliedo, nel 1931, qualche spericolato volo con alianti spinti da razzi. L'anno successivo, invece, moriva durante una sperimentazione Giorgio Cicogna, sicuramente più noto per le prose che amava scrivere piuttosto che per le sue ricerche di razzotecnica di cui fu vittima.
Nella seconda metà degli anni trenta questo genere di studi non riusciva a trovare supporti e, parallelamente, dai ricercatori non provenivano risultati eclatanti. Bisognerà aspettare la conclusione della seconda guerra mondiale per veder rinascere l'interesse nella tecnologia della propulsione a razzo.
Intanto i risultati ottenuti in Germania, da Wernher von Braun (discepolo di Hermann Oberth uno dei fondatori dell'astronautica) con la costruzione della V2, lasciavano drasticamente indietro nel tempo tutti gli altri. Solo gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica avevano avuto nel frattempo gruppi di studio­si (l'americano Robert Goddard, in particolare) in grado di far evolvere la nuova disciplina.
In Italia, Gaetano Arturo Crocco aveva mantenuto la scuola dell'Università di Roma (dalla quale uscirà il professor Luigi Broglio), ma il trasferimento negli Stati Uniti del figlio Luigi, più legato rispetto al padre al campo della promettente propulsione a liquido, e le oggettive difficoltà economiche non avevano consentito passi significativi.
Soltanto agli inizi degli anni cinquanta iniziava a maturare un nuovo inte­resse intorno allo spazio, tanto che gli specialisti del settore promuovevano la nascita a Roma dell'Air (Associazione italiana razzi) con l'intento di unire, sia pure simbolicamente, coloro che si occupavano dell'argomento.

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